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Egregio Signor Presidente,
le scrivo di getto dopo aver sentito al telegiornale la notizia e averne
avuto conferma sul sito del Quirinale, che Lei ha porto gli auguri di
compleanno al papa a nome del popolo italiano.
Nel Suo comunicato Lei dice letteralmente:
"il genetliaco di Sua Santità è una ricorrenza che tutto il popolo
italiano, in particolare la gioventù, avverte con autenticità di sentimenti:
con rispetto, ammirazione ed affetto"
Ebbene, mi devo dissociare da questa Sua affermazione, pur essendo a tutti
gli effetti italiano, e mi devo dissociare proprio per un motivo che Lei
accenna nel Suo comunicato.
Lei accenna al "rispetto della dignità delle persone e dei diritti
fondamentali" e ne presenta il papa come massimo sostenitore, eppure il
papa nega a me e ad altri omosessuali come me proprio questi diritti
fondamentali, offendendomi ogni qual volta gliene capita l'occasione, e
arrivando fino a dire che quello che per me è amore, in realtà è "IL
male". Infatti nel documento "Considerazioni circa i progetti
di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali" del
03/06/2003 a firma del Card. Ratzinger e in calce al quale si legge:
"Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nell'Udienza concessa il 28 marzo
2003 al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato le presenti
Considerazioni, decise nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e
ne ha ordinato la pubblicazione"
si dice testualmente:
"A coloro che a partire da questa tolleranza vogliono procedere alla
legittimazione di specifici diritti per le persone omosessuali conviventi,
bisogna ricordare che la tolleranza del male è
qualcosa di molto diverso dall'approvazione o dalla legalizzazione del male."
E questo è soltanto uno dei tantissimi pronunciamenti in merito.
Signor Presidente,
augurerebbe Lei buon compleanno "a nome di tutti gli italiani" a una
persona che, per esempio, considerasse i neri una razza inferiore, ne
negasse i diritti e facesse di tutto per influenzare gli Stati e i Governi a
fare altrettanto?
Mi dispiace, mi dispiace sinceramente aver letto quel "tutto il popolo
italiano" nel Suo comunicato. Forse senza quella frase il comunicato
sarebbe potuto sembrare più impersonale, forse solo l'augurio di un Capo di
Stato a un altro, ma sarebbe sicuramente stato più corretto: non mi avrebbe
fatto dire cose che non ho mai detto.
Con affetto
Fabrizio Calzaretti
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